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Newsletter n° 4/2010 24 al 30 gennaio 2010
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Sommario
- Joint venture Enel-Piaggio per il motore elettrico - Dopo 27 anni ritorna Aspes con uno scooter ibrido - Suzuki all'80° Salone Internazionale dell'Auto di Ginevra - Il biodiesel prodotto dai batteri - Volvo lancia un efficiente motore GTDi da 2 litri con un sistema di sovralimentazione unico nel suo genere - Geotermico innovativo, inaugurato a Brescia un complesso residenziale green - Mercedes-Benz Italia - Novità di prodotto - SLS AMG a propulsione elettrica - La prima centrale elettrica a etanolo - Retromobile apre i festeggiamenti per i 200 anni di Peugeot - Peugeot per l'Ambiente. Newsletter del 25 gennaio 2010 Un hotel "verde" a Milano La settimana "sostenibile" Google sul mercato dell'energia alternativa Un'offerta di mobilità completa: «Mu by Peugeot» - Debuttano sulla Fiat 500 by Diesel un nuovo colore e il motore 1.3 Multijet di seconda generazione - Il facelift di Mazda6 sarà svelato a Ginevra - Ford guida il progetto di ricerca europeo "Interactive" - MINI continua con coerenza sulla strada verso una mobilità ad emissioni zero - BMW EfficientDynamics all'America's Cup - China and India Automotive Monthly Executive Summary
Video
- Electric Motor News puntata n° 30 (2009)
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Suzuki all'80° Salone Internazionale dell'Auto di Ginevra
Fonte: Suzuki Italia Div. Automobili
Robassomero, Torino. 29 gennaio 2010. Suzuki Motor Corporation sarà presente con delle interessanti novità all'80° Salone Internazionale dell'Auto di Ginevra - stand 4251 padiglione 4 - a calendario dal 4 al 14 marzo 2010 (giornate stampa il 2 e 3 marzo). Swift Plug-in hybrid Suzuki, dopo aver dimostrato la propria competenza nella tecnologia ibrida, presenterà per la prima volta in Europa la "Swift Plug-in hybrid", prototipo esposto in anteprima mondiale all'ultimo Motor Show di Tokyo. Equipaggiata con un motore da 54 kW alimentato con batterie a ioni di litio, la "Swift Plug-in hybrid" è dotata anche di generatore elettrico, messo in funzione da un motore a combustione da 660 cc, che si attiva in caso di bassa carica delle batterie. Con l'applicazione della tecnologia ibrida, Suzuki compie così un ulteriore passo avanti nel rispetto dell'ambiente. Kizashi Ginevra è la vetrina ideale per presentare per la prima volta in Europa, la Kizashi, che vedrà la sua commercializzazione nel 2010 proprio sul mercato svizzero. Questa berlina dall'impronta sportiva, che ha tra i suoi principali equipaggiamenti di serie l'i-AWD (intelligent four-wheel drive), monta un motore da 2.4 litri a 4 cilindri che sviluppa una potenza massima di 131 kW e una coppia massima di 230 Nm. Il cambio CVT ha un sistema di controllo completamente nuovo, in sintonia totale con le ottime performance di questa nuova ammiraglia Suzuki del segmento D. Grand Vitara Anche in questa edizione del Salone di Ginevra sarà presentata una nuova versione della Grand Vitara 3 e 5 porte. Il top di gamma Suzuki viene proposto senza la ruota di scorta sul portellone per uno stile più urbano, che lo rende adatto all'utilizzo cittadino pur mantenendone l'animo fuoristrada.
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Geotermico innovativo, inaugurato a Brescia un complesso residenziale green
Gli edifici verranno riscaldati in inverno e raffrescati in estate grazie al nuovo sistema firmato Energy Resources
27 gennaio 2010. È stato inaugurato oggi a Brescia, in località Sanpolino, il complesso residenziale green che costituisce una nuova vasta applicazione del geotermico innovativo lanciato da Energy Resources. Il villaggio, realizzato nell'ambito del progetto di edilizia residenziale pubblica "Bird" (acronimo di "Bioarchitettura, inclusione, residenza e domotica") promosso da Regione Lombardia, Aler di Brescia e Comune di Brescia per rispondere alle esigenze abitative degli anziani, è stato realizzato secondo criteri di sostenibilità ambientale e risparmio energetico, grazie all'impiego di fonti rinnovabili; per riscaldare in inverno, raffrescare in estate e produrre acqua calda sanitaria per i 52 alloggi e il Centro servizi, Energy Resources, attraverso la sua Divisione Engineering Elleci Progetti, ha applicato l'ultima evoluzione del geotermico, il sistema che sfrutta la temperatura costante del terreno. Sono stati installati un parco di 86 speciali sonde a spirale a servizio di 3 centrali geotermiche, per una potenza termica di 113,4 kWp e 290.531 kWh di energia prodotta annualmente; grazie all'abbinamento con il fotovoltaico, si evita ogni anno l'immissione in atmosfera di 75 tonnellate di anidride carbonica. "Nel villaggio di Sanpolino l'installazione di un impianto geotermico ha permesso di conseguire notevoli vantaggi energetici e ambientali e benefici economici, particolarmente importanti nel caso di categorie sociali fragili - commenta Emanuele Mainardi, responsabile Ricerca e Sviluppo di Energy Resources - per questo investire in energia pulita è interessante non solo per il settore privato, ma anche per il pubblico. I vantaggi aumentano grazie all'impiego della nostra sonda a spirale, che ha trasformato il geotermico in un sistema finalmente accessibile a tutti abbattendo fino al 50% i costi di installazione. Questa innovazione, che abbiamo brevettato a livello internazionale, trova sempre più conferme, non solo per grandi impianti, ma anche per piccole strutture: tra il 2008 e il 2009 Energy Resources ha installato impianti geotermici per 6 MW di potenza". Nel complesso residenziale l'impianto geotermico genera risparmi energetici fino al 75% rispetto ai sistemi tradizionali, il che equivale ad un risparmio annuo stimato in circa 17.500 euro, pari 250 euro per alloggio; il sistema complessivo beneficia degli incentivi del Conto Energia per il fotovoltaico, aumentati di ben il 30% grazie all'abbinamento con il geotermico; sparisce la temuta bolletta del riscaldamento; niente canna fumaria e camino, né allacciamento alla rete gas, con relativi impianti e autorizzazioni dei vigili del fuoco: i benefici sono dunque anche in termini di sicurezza e manutenzione. E ovviamente, nessuna emissione di sostanze inquinanti in atmosfera.
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Mercedes-Benz Italia - Novità di prodotto SLS AMG a propulsione elettrica
La nuova "Ali di gabbiano" a propulsione high-tech esclusivamente elettrica Affalterbach, Germania. Mercedes-AMG pone le basi per gli sviluppi dell'auto del futuro: con la nuova SLS AMG, il marchio High Performance di Mercedes-Benz Cars sviluppa un'affascinante vettura supersportiva a propulsione elettrica esente da emissioni. Con questa vettura Mercedes-Benz e AMG dimostrano la loro competenza nello sviluppo di soluzioni di propulsione alternative per potenti supersportive e si annoverano tra i precursori in questo segmento di mercato. Il progetto di una potente vettura supersportiva a zero emissioni si concretizza nella Mercedes-Benz SLS AMG a propulsione elettrica, grazie ad un innovativo pacchetto di propulsori: la grande forza di trazione è resa disponibile da quattro potenti motori elettrici che erogano complessivamente 392 kW e sviluppano una coppia di 880 Nm. I quattro motori elettrici sono disposti in prossimità delle ruote, in questo modo le masse non molleggiate vengono ridotte in misura rilevante rispetto ai motori sul mozzo ruota. L'accoppiamento dinamico è realizzato da un cambio per ciascun asse. Questo sistema di trazione integrale intelligente consente, mediante Torque Vectoring (l'accelerazione mirata delle singole ruote), una trasmissione della coppia motrice priva di perdite e ottimale dal punto di vista della dinamica di marcia. Nella prima fase pilota la SLS AMG a propulsione elettrica dispone di una batteria ad alto voltaggio agli ioni di litio raffreddata a liquido ed a struttura modulare, capace di accumulare energia pari a 48 kWh e con una capacità di 40 Ah. Grazie ad uno specifico sistema di recupero in fase di frenata, la batteria da 400 Volt si ricarica durante la marcia.Accelerazione da zero a 100 km/h in soli 4 secondi. Per quanto riguarda la dinamica di marcia, la SLS AMG a propulsione elettrica è un autentico non plus ultra: la "Ali di gabbiano" accelera da zero a 100 km/h in soli 4 secondi, il che la colloca sullo stesso livello della SLS AMG con motore AMG V8 da 6,3 litri che eroga una potenza pari a 420 kW/571 CV. «Sviluppando la SLS AMG a propulsione elettrica avevamo l'obiettivo di ridefinire il concetto di vettura supersportiva. Per noi di AMG, oltre al tema essenziale della sostenibilità, sono altrettanto importanti anche il fascino e la performance tipica del marchio», spiega Volker Mornhinweg, Presidente del Consiglio di Amministrazione di Mercedes-AMG GmbH. Ripartizione del carico ottimale e baricentro bassoLa propulsione esclusivamente elettrica è stata integrata nella progettazione già nella prima fase di sviluppo della nuova "Ali di Gabbiano" di Mercedes-Benz ed AMG. Il packaging offre i migliori presupposti per l'integrazione dell'efficiente pacchetto tecnologico a emissioni zero: è stato quindi possibile disporre i quattro elettromotori e i due cambi in prossimità delle ruote, in una posizione bassa della vettura. Lo stesso vale per la batteria ad alta corrente a struttura modulare: è stata collocata davanti alla parete del cruscotto, nel tunnel centrale e dietro i sedili. I vantaggi di questa soluzione consistono nel baricentro basso e nella buona ripartizione del carico: condizioni ideali per un handling ottimale che la SLS AMG a propulsione elettrica condivide con la sorella alimentata a benzina. Uno sguardo ai dati principali: Mercedes-Benz SLS AMG a propulsione elettrica Potenza massima 392 kW Coppia 880 Nm 0-100 km/h circa 4 s Capacità nominale 40 Ah (a 400 V) Contenuto di energia 3x 16 kWh = 48 kWh La realizzazione dei componenti eDrive non ha richiesto alcun genere di modifica della carrozzeria spaceframe in alluminio della "Ali di gabbiano". Non si sono resi necessari neppure interventi limitativi sulla sicurezza passiva né sul comfort per lunghe percorrenze, tipico di Mercedes.Alleanza strategica per una rapida elettrificazione dell'automobileCon la SLS AMG a propulsione elettrica, Mercedes-Benz e AMG si muovono coerentemente verso l'obiettivo di ottenere un'elettrificazione più rapida possibile dell'automobile. L'impegno strategico nella Deutsche Accumotive GmbH & Co. KG, una joint venture di Daimler AG e di Evonik Industries AG, fornirà in futuro la tecnologia per le batterie necessarie. In questa joint venture, finalizzata allo sviluppo e alla produzione di batterie e sistemi di batterie per le applicazioni in campo automobilistico.
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Ford guida il progetto di ricerca europeo "Interactive"
Cerimonia d'inaugurazione al Centro Ricerca Europeo Ford di Aachen
I sistemi di sicurezza attiva sono considerati uno dei fattori fondamentali per aumentare in futuro il livello di sicurezza in strada. Proprio in questa ottica ben 29 partner hanno deciso di unirsi in un consorzio il cui obiettivo è lo sviluppo e l'implementazione di tali sistemi, dando vita al progetto di ricerca europeo Accident Avoidance by Active Intervention of Intelligent Vehicles (interactIVe), inaugurato presso il Centro Ricerca Europeo Ford di Aachen, in Germania. Nell'arco dei 42 mesi di durata prevista per il progetto, i partner testeranno le performance dei sistemi di sicurezza già implementati che prevedono un intervento attivo sul veicolo, come l'applicazione automatica del sistema frenante e della sterzata in condizioni critiche, allo scopo di evitare collisioni e attenuare la gravità dell'impatto in caso di incidente. I sistemi avanzati di ausilio al conducente segnalano circostanze potenzialmente pericolose garantendo un tempo di reazione maggiore al guidatore. Se il conducente non reagisce alle segnalazioni fornite o se l'intervento umano non è tempestivo, il sottosistema di prevenzione delle collisioni si attiva automaticamente. Con i dispositivi di ausilio avanzati, il conducente mantiene il controllo del veicolo ed è responsabile della propria condotta. I sistemi d'intervento attivo, invece, superano questi limiti e offrono nuove potenzialità. Oltre ad occuparsi della prevenzione e dell'attenuazione delle collisioni, il progetto si propone di incentivare anche le nuove tecnologie per una guida eco-compatibile. Il consorzio è costituito da sette case automobilistiche, Ford in testa, sei fornitori del settore automotive, 14 istituti di ricerca e tre ulteriori stakeholder. La Commissione Europea si farà carico di oltre la metà del costo complessivo, che ammonta a 30 milioni di euro. Partner impegnati nel progetto Interactive: Case automobilistiche: Ford Research Center Aachen GmbH, BMW Forschung und Technik GmbH, Centro Ricerche Fiat SCPA, Daimler AG, Volvo Personvagnar AB, Volvo Technology AB, Volkswagen AG. Fornitori: Autoliv, Continental Teves AG & CO. OHG, Delphi Delco Electronics Europe GmbH, Navteq B.V., TRW Limited, Continental Automotive GmbH. Istituti di ricerca: Bundesanstalt fuer Strassenwesen, Ceske Vysoke Uceni Technicke v Praze ,Chalmers Tekniska Hoegskola AB, Deutsches Zentrum fuer Luft - und Raumfahrt e.V., Fundación Para La Promoción De La Innovación, Investigacion y Desarrollo Tecnológico en la Industria de Automoción de Galicia, Institute of Communication and Computer Systems, Università di Lunds, Nederlandse Organisatie Voor Toegepast Natuurwetenschappelijk Onderzoek - TNO, Rheinisch-Westfaelische Technische Hochschule Aachen, Università Joseph Fourier Grenoble 1, Università di Passau, Università degli Studi di Trento, Valtion Teknillinen Tutkimuskeskus. Altri partecipanti al progetto: Allround Team GmbH, Alcor di Giancarlo Alessandretti, European Center for Information and Communication Technologies GmbH.
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MINI continua con coerenza sulla strada verso una mobilità ad emissioni zero
Fonte: Mini Italia
Con la MINI E il BMW Group è la prima Casa automobilistica premium ad introdurre un modello a propulsione esclusivamente elettrica che fa parte di una flotta di 600 vetture destinate all'utilizzo privato nel traffico giornaliero. In pochi mesi il progetto pilota che interessa gli Stati federali USA della California, di New York e del New Jersey ha già fornito preziose informazioni per lo sviluppo di vetture di serie del BMW Group spinte esclusivamente da un motore elettrico. Nessun'altra automobile elettrica ha percorso più chilometri della MINI E nella guida quotidiana. Dopo il successo negli USA il progetto pilota è stato esteso anche all'Europa. In Germania, la MINI E circola in diversi agglomerati urbani nell'ambito di progetti di cooperazione con enti produttori di energia elettrica. Dall'estate 2009, sia a Monaco di Baviera, sede del BMW Group, che nella capitale tedesca Berlino anche i clienti privati possono fare uso della MINI E nel traffico quotidiano. Il rifornimento di corrente elettrica può essere effettuato presso stazioni di ricarica accessibili al pubblico. In più, da ottobre del 2009 la MINI E è in circolazione anche nella sua patria d'origine, la Gran Bretagna. Nella seconda metà del 2010 seguirà un progetto pilota anche in Francia. Esclusivo: emissioni zero, elevata autonomia e la tipica agilità MINI La MINI E viene azionata da un motore elettrico da 150 kW/204 CV che ottiene l'energia da una potente batteria agli ioni di litio e trasmette la propria potenza alle ruote anteriori attraverso un ingranaggio monostadio a denti diritti in modo quasi impercettibile per il guidatore e senza produrre emissioni. La tecnica delle batterie sviluppata appositamente per l'applicazione automobilistica offre un'autonomia di 250 chilometri. Il sistema di propulsione elettrica della MINI E genera una coppia massima di 220 Newtonmetri e produce un'accelerazione da 0 a 100 km/h in 8,5 secondi. La velocità massima della MINI E viene limitata elettronicamente a 152 km/h. Una taratura dell'assetto adattata alla particolare ripartizione delle masse tra gli assi assicura la tipica agilità e l'handling perfetto della MINI. Come negli Stati federali della California, di New York e del New Jersey, anche in Europa la MINI E è stata messa a disposizione di un gruppo selezionato di clienti privati e aziendali. L'utilizzo di circa 600 vetture nel traffico di ogni giorno offre la possibilità di raccogliere svariate esperienze rappresentative in condizioni d'uso normale. La valutazione di queste informazioni genera un prezioso know-how per il processo di sviluppo di automobili di serie. Un altro tema centrale delle prove sul campo e dei rispettivi studi scientifici è lo studio dei criteri che dovrà soddisfare l'infrastruttura di approvvigionamento. In questo ambito verrà considerato anche l'approvvigionamento delle vetture con corrente elettrica prodotta da fonti rinnovabili. Presentando la MINI E il BMW Group sottolinea il proprio lavoro di sviluppo coerente nel campo della riduzione del consumo di carburante e delle emissioni nella circolazione stradale. Il BMW Group sfrutta la propria ampia competenza tecnologica nel settore dei sistemi di propulsione per sviluppare un concetto automobilistico che consenta di eliminare le emissioni senza sacrificare il divertimento di guida. Nell'ambito della strategia aziendale Number ONE, il BMW Group persegue l'obiettivo di produrre a medio termine vetture ad alimentazione esclusivamente elettrica. In questo contesto rientra anche lo sviluppo, portato avanti nel project i, di concetti innovativi di mobilità negli agglomerati urbani, il quale comprende anche l'utilizzo di sistemi di propulsione esclusivamente elettrici. L'accumulatore di energia: tecnica agli ioni di litio dell'ultima generazione, sviluppata appositamente per l'utilizzo sulla MINI La vettura basata sull'attuale MINI debutta come due posti. Lo spazio destinato ai passeggeri posteriori nella vettura di serie è riservato alla batteria agli ioni di litio. L'accumulatore di energia montato sulla MINI ad emissioni zero combina un'elevata efficienza alla grande capacità di immagazzinamento ed alla costruzione compatta in un rapporto finora mai raggiunto in questo ambito. La batteria a ioni di litio ha una capacità totale di 35 chilowattore (kWh) e trasmette la propria energia al motore elettrico sotto forma di corrente continua alla tensione nominale di 380 Volt. La batteria è composta da 5.088 celle riunite in 48 moduli. Questi moduli formano a loro volta tre elementi compatti che sono stati montati all'interno della MINI E. L'accumulatore di energia è basato su un principio tecnologico che si è affermato nella telefonia cellulare e nei computer portatili. La batteria agli ioni di litio della MINI E può essere collegata a qualsiasi presa di corrente. Il tempo di ricarica dipende dalla tensione e dall'intensità della corrente della rete di approvvigionamento. Negli USA, una batteria completamente scarica si ricarica in brevissimo tempo attraverso un cosiddetto Wallbox che fa parte dell'equipaggiamento della MINI E. Il Wallbox viene installato nel garage del cliente, consente il passaggio di una maggiore intensità di corrente, abbreviando così il tempo di ricarica. Bastano due ore e mezzo di collegamento al Wallbox per ricaricare completamente la batteria. Guidare a propulsione elettrica: affidabile, economica ed ad emissioni zero Una ricarica completa consuma al massimo 28 chilowattore di corrente elettrica. In relazione all'autonomia della vettura, un chilowattora permette di coprire una distanza di circa 7 km. Rispetto ad una vettura equipaggiata con il tradizionale motore a combustione interna, la MINI E risulta conveniente dal punto di vista economico oltre a permettere la mobilità ad emissioni zero. La potente batteria fornisce energia al motore elettrico che viene trasformata in una sorprendente dinamicità. Il propulsore montato trasversalmente sotto il cofano motore mette a disposizione la propria piena elasticità sin dal momento di avviamento da fermo, così da consentire alla MINI E partenze scattanti. L'affascinante esperienza di guida si manifesta anche attraverso le decelerazioni strettamente legate al movimento del pedale dell'acceleratore. Non appena il guidatore rilascia il pedale dell'acceleratore, il motore elettrico assume la funzione di alternatore, producendo una coppia frenante. La corrente elettrica generata dall'energia cinetica viene inviata alla batteria della vettura. Questa reazione offre una guida altamente confortevole, soprattutto alle medie velocità, anche in presenza di continue leggere variazioni di velocità. Nella guida in città, circa il 75 percento delle decelerazioni può essere ottenuto senza dover ricorrere all'impianto frenante. Un utilizzo intenso di questo cosiddetto recupero dell'energia attraverso il motore aumenta l'autonomia fino al 20 percento. Una nuova interpretazione della tipica agilità di una MINI La MINI E pesa 1.465 chilogrammi ben ripartiti sui due assi. Piccole modifiche all'assetto assicurano la maneggevolezza in qualsiasi situazione. Anche la regolazione della stabilità DSC (Dynamic Stability Control) è stata adattata alla distribuzione dei pesi di questo speciale modello. L'impianto frenante della MINI E è dotato di una nuova pompa a depressione. Il servosterzo elettromeccanico EPS (Electrical Power Assisted Steering) corrisponde al sistema utilizzato nei modelli di serie. Sia il servofreno che il servosterzo sono altamente efficienti e agiscono in funzione del fabbisogno effettivo. Anche il compressore del climatizzatore ad azionamento elettrico funziona solo quando è necessario o quando il guidatore desidera raffreddare la temperatura interna. Il design: indubbiamente nuovo, inconfondibilmente MINI La MINI E è identificabile a prima vista come modello della marca. Il design MINI, che costituisce la base della due posti ad emissioni zero, è stato completato da una serie di stilemi che segnalano il concetto rivoluzionario di propulsione della vettura. Tutti gli esemplari prodotti per il progetto pilota sono verniciati nello stesso colore e completati di numeri di serie individuali. La MINI E è verniciata nell'esclusivo colore Dark Silver metallizzato, con il tetto Pure Silver. La MINI ad emissioni zero sarà riconoscibile in base ad un logo speciale nella tinta Interchange Yellow che rappresenterà una spina della corrente stilizzata, la quale, formando un contrasto cromatico con lo sfondo color argento, descriverà al contempo una «E». Questo simbolo sarà applicato sul tetto e, in dimensioni più piccole, sul frontale, sul posteriore, sul coperchio della spina del cavo della batteria, sulle modanature della plancia e, in forma leggermente modificata in combinazione con la scritta MINI, anche sui battitacchi. Inoltre, i bordi del tetto, le calotte dei retrovisori esterni, le modanature interne e le cuciture dei sedili sono dello stesso giallo del logo. La strumentazione centrale e l'indicatore dello stato di carica montato dietro il volante, che nella MINI E sostituisce il contagiri, sono realizzati con caratteri gialli su quadrante nero. Lo stato di carica istantaneo della batteria viene rappresentato in valori percentuali. Nella strumentazione centrale è stato integrato un display supplementare che segnala durante la guida con delle spie LED rosse quanta corrente viene prelevata oppure, con delle spie verdi, il recupero di energia istantaneo. I clienti della MINI E partecipano a un'opera pionieristica Con circa 600 esemplari, il progetto ha raggiunto una dimensione che supera nettamente quelle di qualsiasi prova comparabile. L'utilizzo della MINI E nella guida quotidiana costituisce un'opera pionieristica alla quale gli utenti delle vetture partecipano insieme agli ingegneri che hanno sviluppato il modello MINI ad emissioni zero. I clienti della MINI E contribuiscono insieme agli esperti del BMW Group alla valutazione scientifica del progetto. Per gli ingegneri della MINI E il contatto con i guidatori della vettura è di primissima importanza, perché ciò permetterà di analizzare sia le caratteristiche della vettura che il comportamento dell'utente, così da potere descrivere un profilo dettagliato dei criteri che dovrà soddisfare una vettura a propulsione esclusivamente elettrica nei campi di utilizzo previsti. Stazione di ricarica speciale e servizio completo per ogni MINI E Le vetture sono consegnate ai clienti sulla base di un contratto di leasing, stipulato per il periodo di un anno. Il costo mensile del leasing comprende, in caso di necessità, anche il servizio tecnico e gli interventi di manutenzione necessari, così come la sostituzione di componenti soggetti ad usura. Alla scadenza del periodo di leasing, tutte le vetture del progetto torneranno al parco di sviluppo del BMW Group, dove saranno sottoposte ad una serie di analisi comparative. La batteria agli ioni di litio della MINI E è caricabile attraverso un cosiddetto Wallbox a disposizione dei clienti della MINI E. Conseguentemente, come Homebase e punto di collegamento alla rete elettrica sono adatti solo dei garage chiusi o strutture simili. Manutenzione garantita da specialisti altamente qualificati La tecnologia ad alto voltaggio del motore elettrico richiede che gli interventi di manutenzione vengano eseguiti da personale altamente qualificato e con l'utilizzo di attrezzi speciali che non fanno parte della dotazione tecnica di un MINI Service Partner. Per il progetto pilota sono state installate due basi tecniche, una sulla costa occidentale e l'altra sulla costa orientale degli USA con del personale formato appositamente per eseguire la manutenzione e la riparazione dei componenti elettrici della MINI E. In caso di avarie del sistema di propulsione, questi team offrono un'assistenza completa presso il concessionario MINI locale o nell'officina speciale della base di Service. Una prima revisione tecnica viene eseguita dopo circa 5.000 km o al più tardi dopo sei mesi. Produzione a Oxford e a Monaco di Baviera La MINI E è stata sottoposta alle fasi principali del processo di sviluppo delle vetture di serie e ha superato anche numerose prove di crash. Oltre alla protezione degli occupanti, è stato analizzato anche l'impatto delle forze d'urto sulla batteria agli ioni di litio; la batteria ha dimostrato di essere montata in una posizione sicura. In tutte le prove di crash eseguite nell'ambito delle severe norme USA di protezione contro gli infortuni la batteria non è stata mai danneggiata. La produzione delle 600 vetture circa ha luogo negli stabilimenti di Oxford e di Monaco. L'intera vettura è stata assemblata nello stabilimento MINI in Gran Bretagna, parallelamente alla produzione di serie, con eccezione degli organi della trasmissione e della batteria agli ioni di litio. L'integrazione del motore elettrico, delle unità della batteria, dell'elettronica di bordo e del cambio è stata eseguita successivamente in un reparto produttivo dello stabilimento BMW di Monaco, allestito appositamente per questo progetto.
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BMW EfficientDynamics all'America's Cup.
Per la 33° edizione dell'America's Cup il team BMW ORACLE Racing ha affrontato una sfida di design e ingegneristica tra le più difficili della storia dell'evento. Fonte: BMW Italia San Donato Milanese, (MI). Italia. 25 gennaio 2010.Viste le regole di design molto aperte alle novità per questa edizione dell'American's Cup, il team BMW Oracle Racing ha raggiunto nella sua semplicità la mission: quella di costruire la barca più veloce del pianeta, lo "stato dell'arte delle imbarcazioni" per competere nella più prestigiosa gara di vela del mondo. L'esperienza degli ingegneri BMW nel campo dell'EfficientDynamics, ha supportato il lavoro del team di BMW ORACLE Racing. "Il lightweight design è una delle grandi competenze che apportiamo nel team", dice Thomas Hahn, ingegnere aereonautico del BMW Group che dal 2004 collabora con il team. "Stiamo cercando di costruire una imbarcazione più leggera e resistente che possa affrontare la difficoltà della gara al meglio. E' tutta una questione di efficienza. Traendo vantaggio dalla produzione di energia dalla piattaforma più leggera". Quella che era già una grande sfida è stata resa ancora più difficoltosa dall'obiettivo finale. Quando il design team si è messo a lavoro nella scorsa campagna di Coppa America, fu costruita una barca per navigare in un luogo ben preciso. In questo caso invece, senza conoscere i venti e le condizioni dello specchio d'acqua in cui la gara si sarebbe tenuta, il concetto di partenza era quello di costruire una barca polivalente che si potesse adattare a diverse condizioni. In questo senso il disegno originale del 2007 può essere comparato ad una vettura da rally -forte, affidabile a capace di gestire ogni situazione che il mare possa presentare. Dal suo lancio nel 2008, la BOR 90 ha subito tre grandi modifiche che hanno poi portato al prodotto definitivo. Ognuno dei cambiamenti ne ha enormemente migliorato la performance. L'ultima vettura ad affrontare la prova del mare a San Diego è adesso molto più simile ad una di Formula 1 che ad una da rally. E' leggera, veloce, sportiva, incredibilmente efficiente,dotata del più grande albero alare ad essere mai stato costruito. "L'American's Cup è il sogno di ogni ingegnere" dice Christoph Erbelding, ingegnere aereonautico che ha lavorato al progetto dell'albero alare. "Quello che stiamo facendo ha dell'incredibile. Tutto ciò che si possa immaginare, che si possa sognare è quello a cui stiamo lavorando". L'apporto degli ingegneri BMW non è uno scambio monodirezionale. Hahn, Erbelding e i loro colleghi sono stati in grado di utilizzare la loro esperienza con il BMW ORACLE Racing team per migliorare le loro conoscenze, trasferendole al campo automobilistico. "Questo è il tipo di ricerca ingegneristica che è al centro dell'attività del BMW Research & Innovation Centre", commenta Hahn. "Ho imparato molto partecipando a questo progetto, ma credo che il più grande beneficio sia l'aver lavorato in un team di persone esperte nel loro campo, con una tabella di marcia dai ritmi estremamente serrati". I tempi erano così stretti che non appena si completava al computer un modello veniva subito messo in produzione, senza avere il tempo di realizzare prototipi per testarlo. Tutti i test venivano quindi fatti a grandezza reale ed in tempo reale, cosa inaudita nel campo dell'ingegneria automobilistica. "Buona parte del progetto consisteva nel realizzare tutto in tempi molto contenuti. Nell'industria automobilistica ci sono aree in cui si potrebbero velocizzare i processi di sviluppo. Questa è una delle grandi sfide nel nostro settore industriale, ottimizzare i tempi di R&D e lanciare con maggior celerità i prodotti sul mercato, certamente il tempo è stato un fattore determinante in questo progetto". BMW Oracle Racing 90 Scafo Tipologia di imbarcazione: trimarano in carbonio Luogo di costruzione: Core Builders, Anacortes, WA, USA Tempi di costruzione: oltre 130.000 ore Lunghezza scafo fuori tutto: 30 metri Lunghezza scafo al galleggiamento: 27 metri Chiglia: 27 metri Mast Altezza: più di 55 metri Luogo di costruzione: Hall Spars, Bristol, RI, USA; Core Builders, Anarcortes, WA, USA Albero Altezza: 57 metri (l'ala di un Boing 747 è di 31 metri, quella di un Airbus 380 è di 43.5 metri) Larghezza: da 2.5 a 9 metri Ampiezza: da 0.5 a 2 metri Superficie: 625 metri quadrati Peso: approssimativamente 3500 Kg. Design e R&D BMW ORACLE Racing Design Team Direttore Mike Drummond, 30 designer e studiosi Architetti navali responsabili Van Peteghem e Lauriot Prévost Vele: Randa: 630 metri quadrati Genoa: 602 metri quadrati Gennaker: 780 metri quadrati
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China and India Automotive Monthly Executive Summary
Da JD Power Asia Pacific, abbiamo ricevuto l'ultima edizione del China and India Automotive Monthly Executive Summary, importante rapporto che riguarda l'industria ed il mercato dell'automobile in Cina e India. Per ulteriori informazioni potete contattare il Sig. Benjamin Asher inviando un email a benjamin_asher@jdpower.com.sg Cliccando sopra la copertina del rapporto, pubblicata sotto queste righe, potete scaricare in PDF tutto il documento, in lingua inglese,
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